Diario di bordo di Corrado
gennaio 11, 2010
come ricordato ieri non ci fermiamo qui.. ecco il diario di Corrado che ha scritto questa notte. si è svegliato con virginia alle 2.30 per colpa del fuso orario e visto che non riusciva più a dormire ha scritto questo lungo documento che alleghiamo per non dimenticare nulla.
quindi se anche voi non riuscite a dormire ,leggete …
kia ora
New Zealand 2009 / 2010
per non dimenticare….
Giovedì 24 dicembre 2009
Si parte, finalmente, la vigilia di Natale !! E i regali ?
Ci si alza di buonora, bagagli, ( come al solito troppi) e poi finalmente via, con Bruno che ci accompagna, e Emanuela che porta la macchina a Salorno.
Viaggio tranquillo, per arrivare sotto una leggera pioggerellina a Venezia. Subito all’interno dell’aeroporto la prima immagine …. E poi non credere ai segni del destino ?
Volo tranquillo sino a Dubai, ottimo trattamento in aereo, e trasferimento in albergo, nelle vicinanze dell’aeroporto. Qualche panino per la cena e poi a nanna, è notte fonda e dobbiamo alzarci presto.
Venerdì 25 dicembre 2009
Colazione e via in aeroporto, duty free di elettronica incredibile e primi “investimenti”. Aeroporto enorme, così come la torre in lontananza…. (828 mt !!!!).
Partiamo in leggero ritardo, 4 ore, avremmo potuto dormire di più, ma poco importa… Meccanici vicino ad un motore con cacciavite in mano !!!!
Sosta rigeneratrice a Melbourne e via di corsa per la Nuova Zelanda, Auckland ci aspetta !!
Sabato 26 dicembre 2009
Nessun problema all’immigrazione e finalmente alla zona arrivi ecco Jon, tipo peraltro particolare, ad attenderci con il classico (…) foglio di benvenuto.
Poi visita alla casa di St. John Ave 17, Epsom, laterale di Manukau Road, adagiata sul cono vulcanico del Mt. St. John..
Posizione invidiabile, così come la casa, grande, ad angolo, con ala notte divisa dall’ala giorno dai bagni e dall’ingresso con rosone centrale !!! Ingresso coperto, giardino davanti, e zona bbq su retro. Non manca nulla, forse ci sono solo troppe cose….
Quindi accompagniamo John al molo dei Ferry per Waiheke Island con la Toyota Corolla che ci farà compagnia per il nostro soggiorno, cambio automatico ma guida a destra !! più di una volta mi sono seduto a sinistra e ho pensato che mi abbiano rubato il volante.
Sulla strada del ritorno ( Waterfront, Parnell, Newmarket, Manukau Road) sosta culinaria a base di Fish & Chips. Non è il migliore di Auckland ma e buono e la fame è tanta.
Ah, dimenticavo, proprio all’intersezione di St. John Ave e Manukau Street, 100 metri da casa, c’è il più grande negozio di ukulele di Auckland, Gorrilla Guitar & Drums !!!! Segni del destino… Per fortuna è chiuso, che non mi senta V irginia….
Quindi tutti a nanna, il fuso si fa sentire.
Domenica 27 dicembre 2009
Ci alziamo prestissimo ancora frastornati dal jet lag, per cui possiamo dedicarci tranquillamente ai primi contatti con la città.
Vista dall’ alto del cono del vulcano Mt.Eden ci appare sterminata di piccole casette immerse nel verde, con la zona commerciale concentrata vicino alla Ski Tower. Anche qui comunque cominciano ad avere problemi di traffico ed hanno costruito una Hwy, talvolta, molto raramente, congestionata.
Tante le persone che corrono, passeggiano o semplicemente si muovono nel verde dei parchi della città, Virginia invece dalla disperazione per la lontananza di casa e della scuola vorrebbe gettarsi nella caldera del vulcano. Perché la fermiamo ? Boh…
Pranzo a Viaduct Harbour da Soul ( c’eravamo già stati, ed è cambiato poco), primi acquisti e per finire Sky Cinema, non possiamo perderci Avatar in 3D, da Voi quando arriverà ?
Film avvincente, anche se a più di uno ogni tanto cadono le palpebre per la stanchezza.
A dormire presto, domani si parte per Queenstown ed il Fiordland.
Lunedì 28 dicembre 2009
Trasferimento al Domestic Terminal e volo regolare sino a Queenstown. Noleggio semplice semplice della macchinetta, una Toyota piccola ma comoda e via verso Te Anau, sull’omonimo lago. Pranzo per Virginia a base di Frankfurter Würstel (molti tedeschi) mentre Mattia alla sera apprezza da Reddcliff un classico stinco !!! In pomeriggio visita al Wildlife Center, con alcuni uccelli particolari (non volano…..) in cura.
Momento triste quando più tardi sono stato sconfitto da Mattia a minigolf ….
Martedì 29 dicembre 2009
Partiamo presto per evitare le orde di turisti che giornalmente visitano il Milford Sound, così che alle 10.00, dopo 120 km di strada filante ma di montagna, partiamo con il battello.
Il tempo è classico del posto (piovosità media annua 12.000 mm, si avete letto bene 12.000) per cui qualche scroscio è inevitabile. Altrimenti perchè ci sarebbero tante cascate alle pareti del fiordo?
Ma il momento più interessante è sicuramente al rientro, dopo le immancabili foche, ( che chissà perché alla vista di Virginia hanno tutte salutato calorosamente, che la conoscano ? ) è stato il Milford Deep Underwater Observatory, una postazione sottomarina alla quale si accede per una scala a chiocciola con finestre verso l’esterno e stazione sottomarina con vista sulla mare ed i suoi abitanti. Ma forse la cosa più particolare è stata vedere lo strato di divisione tra l’acqua dolce di superficie, ( circa due metri) e quella salata di profondità, più densa e quindi più pesante. Mai vista la differenza, dovuta anche alle basse temperature dell’acqua che rallenta la muscolazione dell’acqua dolce con quella salata.
Rientro a Te Anau attraverso l’ Homer Tunnel,15 minuti di cammino sul Homer Track e cena da Fat Duck, con delusione….
Mercoledì 30 dicembre 2009
Giornata di ritorno a Queenstown, non prima di aver assaggiato le rinomate Pie di Te Anau, pranzo da Amisfiel Winery ( notevole) e visita dell’unica cantina prevista, Peregrine Wines, passando per il Kawarau Bridge, prima sede di A. J. Hackett Bungee Jumping.
L’ adrenalina sale, o è la fifa ? Domani vedremo…
Intanto Virginia per non essere da meno decide di unirsi a Mattia ed a me, speriamo in bene.
Puntatina a Arrotown, antica cittadina mineraria, molto turistica, ma dotata di un interessantissimo negozio di dolciumi.
Arrivo a Quennstown, cittadina sulle sponde del Lake Wakatipu famosa quale centro mondiale degli sport estremi. Cerchiamo con insistenza Out there Clothing, negozio fantasma …. Cena da The Bunker, rinomato locale del centro, cucina interessante.
Giovedì 31 dicembre 2009
Di primo mattino passeggiata rilassante ai Botanical Garden e quindi , con l’acqua sempre più alla gola, in tutti i sensi, via verso il Kawarau Bridge. Se 43 metri di balzo vi sembrano pochi, provate a guardare sotto …
Ma ormai il dato è tratto, chi si ferma è perduto, comunque foto di rito a parte, quei due secondi prima di sentire la corda tirare ti bloccano il respiro.
C’è ci si butta a volo d’angelo, chi in piedi, chi indietro, l’importante è buttarsi….
Ah, sulle mani ti viene scritto il tuo peso, aumentato per sicurezza del 10 %….
Pranzo da The Winehouse & Kitchen, anche se lo stomaco era ancora un po’ chiuso ….. e poi di ritorno ad Auckland, il capodanno ci aspetta…
Piccolo intoppo all’aeroporto, un ora di ritardo per problemi all’aereo, e due !!!
La sera in città si respira un’aria di festa, anche se non esistono proporzioni con Londra 2008 …
Si parcheggia tranquillamente, arriviamo fin sotto la Sky Tower per vedere i fuochi d’artificio e se non fosse per un gruppo di Hare Krisna un po’ chiassosi ci sarebbe da preoccuparsi..
Countdown un po’ in anticipo secondo me e poi Fireworks, tranquilli tranquilli e tutti a casa.
Buon 2010 talponi, noi lo abbiamo visto con 12 ore di anticipo, vergognatevi !!!!!
Venerdì 01 gennaio 2010
Giornata dedicata alle pubbliche relazioni, con visita ai sig.ri Moses Jon, Rosemarie e John Paul a Waiheke Island e pranzo di Capodanno tutti assieme a Cable Bay Vineyard. Che posto, che classe, “A step ahed”.
Waiheke ci affascina, brulica di vita, è la meta del pic-nic fuori porta degli abitanti di Auckland che riempiono ordinatamente il Ferry che li porta sull’isola.
Ma l’atmosfera è tranquilla, le casette tutte ordinate con il giardino curato sono accattivanti, così vicine alla città ma così lontane dallo stress …
Ci stiamo facendo un pensierino…..
Ci concediamo addirittura un bagno a Little Onearoa Beach, prima di essere ospiti per il BBQ serale preparato da Jon in persona…
Virginia e Mattia si leccano i baffi, noi ci concediamo un po’ di romanticismo….
Sabato 02 gennaio 2010
Lasciamo Waiheke Island un po’ tristi, la sua atmosfera ha lasciato il segno, pensò sarà solo un arriderci, altrimenti perché Emanuela avrebbe preso tutte quelle riviste delle Real Estate ?
Certo che quello che ci aspetta ci farà ritornare il buonumore.
Nel primo pomeriggio trasferimento all’aeroporto internazionale destinazione Nadi, isole Fiji.
Ho scoperto Nadi durante il primo viaggio con i ragazzi in Nuova Zelanda, nel 2000, vi avevamo fatto scalo durante il volo Auckland – Los Angeles con Air New Zealand. Caldo umido soffocante, però un segno premonitore..
Non sapevo nemmeno dove fosse, per cui un po’ di riconoscenza gliela dovevo.
E così eccoci qui, nel caldo umido soffocante di un post temporale, in un aeroporto un po’ caotico, accolti come previsto da un tassista locale che ci porterà a Denara Island Marina da cui salperemo per Malololailai, Mamanuca Island.
Ad essere sinceri il costo del transfert ci è sembrato un po’ esoso, circa 1/3 dell’intero soggiorno per 4 notti, ma non avevamo alternative, vista l’ora tarda del nostro arrivo e la conseguente mancanza di altri collegamenti.
La simpatia e la disponibilità del tassista, che ci aspetterà al ritorno sull’isola principale, Viti Levu, ci mettono subito a nostro agio, mentre ai finestrini, sempre rigorosamente aperti, scorrono le immagini di un paese tropicale, fiero ma lontano anni luce dai lussi della civiltà “occidentale”, con i pro ed i contro di ciò che questo comporta.
A bordo di un motoscafo dall’aspetto non propriamente invitante, dopo una trattativa tra il tassista e il pilota, assieme a due altri ospiti occidentali, partiamo dalla Marina diretti al nostro resort, salutati da un arcobaleno a 180° e da due stop per liberare i motori dalle radici di mangrovie che, fluttuanti sull’acqua, ogni tanto si incastrano sotto la chiglia.
L’arrivo al Plantation Island Resort è di quelli da turisti classici, per fortuna senza orchestrina sul molo ma comunque con collanine di conchiglie al collo, anche se ciò che più ci colpisce è l’atmosfera fijiana con i loro abitanti che con i loro saluti Bula, Vinaka e Mothei ti coinvolgono in un mondo che non pensavo di poter apprezzare in questa maniera.
Virginia e Mattia si mettono subito a loro agio, ci mancherebbe....
Dopo un primo assaggio della cucina locale, nel ristorante interno che ci fa sentire un po’ fuori luogo (italiani nel tavolo vicino …..) a nanna, domani ci aspettano le prime escursioni.
Domenica 03 gennaio 2010
Mentre i talponi ancora dormono mi faccio la prima passeggiata sulla spiaggia e il primo bagno, ma non so ancora che cosa c’è sotto di me …
Scopriamo lentamente il Resort, ( Beware falling Coconuts, vero Virginia ?! ) e le sue comodità ( descritto per famiglie e pieno di bambini chiassosi in realtà è avvolto nella tranquillità totale ) e poi prenotiamo le uscite, ovviamente marine.
Nella prima, ritirata l’ottima attrezzatura da snorkeling messa gratuitamente a disposizione dalla struttura che ci ospita, ci immergiamo a pelo d’acqua al Brigham Reef, e quello che vediamo ci lascia a bocca aperta…
Tutta la varietà di pesci che ci fanno strabuzzare gli occhi nei nostri acquari qui li hai a portata di naso, nelle forme e dimensioni inimmaginabili, mentre fluttuano tra i coralli più belli che io abbia, ovviamente, mai visto…
Certo non ho con me l’attrezzatura per fare foto sott’acqua, così come io e Mattia facciamo il bagno senza maglietta con rischio di scottature alla schiena, lasciata ovviamente a casa, vista la nostra esperienza di mare, ma quando mi vedo nuotare sotto di me un piccolo squalo pinna bianca o a Mattia una tartaruga marina tutto passa in secondo piano.
Rientrati al Resort troviamo le nostre donne spaparanzate in spiaggia, mentre siamo senza fiato nel raccontare loro le nostre esperienze. Ci crederanno ???
La giornata prosegue tra bagni, relax e qualche pisolino, prima di un’abbondante cena a base di pesce questa volta all’Ananda’s Restaurant, coccolati da un fijiano pacifico che alla fine raccoglie i granchi che ci circolano attorno con le mani… ( Chi ha paura dell’ uomo nero ? )
Ah, a proposito, qui una cosa che non si deve avere è la fretta, tutto segue i ritmi placidi del posto, guai a farsi prendere dalla foga, d’altronde perché farlo, meglio assaporare lentamente ogni attimo di tempo in questo luogo da favola……
Lunedì 04 gennaio 2010
Mentre i talponi continuano a dormire mi concedono 9 buche al Plantation Island Resort Golf Club; percorso sicuramente dei non più esaltanti ma volete mettere un green che se finisci lungo sei nell’oceano, o un granchio che attraversa il fireway?
Il programma di oggi prevede un’escursione alle isole che ci circondano, con varie soste per snorkeling, bagni ed esperienze accattivanti. In compagnia di una combriccola di varia nazionalità raggiungiamo dapprima Mana, poi Castaway Island ed infine Malolo Island, l’isola più grande delle Mamanuca, dove ci fermiamo per il pranzo.
Virginia per non smentirsi ordina pizza, quantomeno alla marinara, invece Mattia cannelloni al pesto.
Durante un’escursione abbiamo anche la fortuna di scoprire come si mangiano le noci di cocco, direttamente dalle mani di un fijiano armato di coltello di dimensioni notevoli, che lo stava spiegando ad una coppia di tedeschi ( arrivano dappertutto ), i quali, parlando del tempo gli chiedono se ha ma visto la neve; risposta “Oh yes, i open the fridge end i see the snow !!!”( risposta per le rime…)
Cena a Dick’s Place del Musket Cove Resort, ambiente curato, più esclusivo, ma comunque molto rilassante.
Martedì 05 gennaio 2010
E’ finalmente la giornata di Virginia, l’escursione prevede di vedere i delfini, ci riusciremmo ????
Ma sì, li abbiamo visti finalmente, erano un branco enorme, ce ne saranno stati più o meno una ventina. Per Virginia il desiderio più grande è stato esaudito,che emozione!
Quindi snorkeling sul Sunflower Reef con pesci coloratissimi e stelle marine blu a “bolauf”, poi bagni a go go, sole a go go, pacchia a go go…
Per rompere l’ozio perché non provare per me un po’ di sci nautico ( una caduta sola !!! ) o per Mattia e Virginia un po’ di Banana Driver ( una caduta di Virginia, ma in curva !!! ) ?
Alla sera volevamo concederci l’ultimo momento al rinomato ristorante del Lomani Island Resort ma è solo per adulti; potevamo separarci da nostri ragazzi ? Ma no ed allora rieccoci all’ Ananda’s Restaurant serviti dall’ “ uomo nero “ a gustarci un eccellente Fish Basket !!
Una giornata indimenticabile ma ancora di più l’immagine di un fijiano in tuta da lavoro che subito dopo l’ora di pranzo, mentre io ed Emanuela ci concedevamo un break al Caffe Cove, ha alzato lo sguardo in alto per trovare lo spazio giusto dove concedersi un momento di relax sotto una palma al riparo dai “ Falling Coconuts ”, mentre io stavo pensando che stesse osservando i lavori di manutenzione programmati per il pomeriggio ……
Mercoledì 06 gennaio 2010
E’ il giorno della partenza da Malololailali ed ammetto di avere gli occhi lucidi quando lasciamo il nostro Bure, ma chissà un giorno….
Ritorniamo su Viti Levu con il catamarano di linea, il Malolo Cat II, sicuramente più economico, ed ad attenderci ecco il nostro tassista di fiducia.
Capatina veloce, visti i tempi, allo Sri Siva Subramanya Swami Temple, un tempio indù, mentre rimandiamo alla prossima volta la visita dei Garden of the Sleeping Giant.
Fiji Mothey…, non prima che Virginia perda il nostro cellulare Aotearoa……
Rientrati a Auckland finalmente troviamo Gorilla Guitar & Drums aperto per cui cosa si fa ? Pink Ukulele a go go, prepariamoci i tappi per le orecchie.
Finiamo la giornata con un simpatico pic-nic nel parco del Mt. One Tree Hill, a base di ….. fish & chips acquistati questa volta sì nel secondo miglio Store della Nuova Zelanda, The Chip Shop di Royal Oak.
Giovedì 07 gennaio 2010
Giornata dedicata alle escursioni attorno ad Auckland, con capatina nella zona dei surfisti del Waitakere Ranger Regional Park, acquisto di due piantine di Pohorutukawa ( resisteranno ? ) , passeggiate sulle spiaggia di Karekare ( ricordate il film “Lezioni di piano” ? ) e sosta per il pranzo a Piha, sede dei prossimi Campionati Mondiali Juniores si Surf …
Passiamo il pomeriggio a Matakana, zona viticola emergente negli anni scorsi ma oggi un po’ decadente, così come Ascension Vineyard, dove ci fermiamo per una sosta, che tanto ci aveva affascinato nel 2003/2004.
Per riprenderci dalla delusione facciamo la scoperta delle vasche termali ( 9 di diversa dimensione e temperatura ) del Waiwera Infinity Thermal Spa Resort, dove un sosia di Austin Powers vestito di raso viola, con il polsini di pizzo bianchi, le scarpe nero lucide con il tacco, ed un maggiolone decappottabile colore arcobaleno e stelline colorate, intratteneva i bagnanti con musica anni 60/70 …..
Facciamo tardi e così troviamo chiuso il Best Chips Shop 2009 di tutta la Nuova Zelanda, l’Ocean See Food di Silverdale, ma ci rifacciamo con il Ponsoby Village Food Court dove Virginia si lecca i baffi da foca con uno squisito Teriyaki con salsa di soia.
Venerdì 08 gennaio 2010
Ultima giornata piena, dedicata alla shopping ed a qualche pazzia ( sedie da giardino splendide ) che solo grazie al sig. Jon Moses non ci costerà una fortuna ( 90 $ NZ al Kg di sovrapeso sui bagagli aerei ) ed ad un momento culturale al Museo di Auckland.
Passiamo anche vicini alla sede del Women ASB ( la Nostra banca ) Classic Tournamnet, ma il nostro influsso non sarà di aiuto a Francesca Pennetta che il giorno successivo verrà sconfitta in finale. E se fossimo rimasti ad Auckland ??? Francesca pensaci per l’anno prossimo, noi siamo disponibili …..
Cena di “gala “ a Bombay, circa 40 km a sud di Auckland, al Ristorante Braku, ottima cucina ma temperatura polare in veranda, 13 °C.
E così eccoci tutti con il raffreddore …..
Sabato 09 gennaio 2010
E’ la giornata dei bagagli, non prima di una capatina sul Mt. St. John ed ai mercati all’ aperto, peccato che quello più interessante fosse programmato per il primo ed il secondo sabato del mese ….
Niente Tatoo, nello stesso ambiente dell’altra volta non ho trovato ciò che volevo … però mi sono comperato un libro sui Ta Moko Maori …
Il sig. Moses, gentilissimo, ci accompagna all’aeroporto, togliendoci dai pasticci come detto sopra, le sedie arriveranno via mare, tanto la nostra estate è lontana …..
Si parte, con un velo di tristezza mista a nostalgia.
Non ho mai fatto così tanta fatica a tornare a casa !!! Segno del destino ?
Domenica 10 gennaio 2010
Dopo varie soste a Melbourne e Dubai, non prima che Mattia possa perdere il portafoglio, eccoci a Venezia, piena di ITALIANI, dove Max ci accoglie per portarci a casa.
Stipiamo ben bene i bagagli ( ci stanno tutti ) nella cara Volvo e via verso Salorno, dove dopo qualche racconto sui nostri ospiti e delle peripezie per i nostri pesci, riusciamo a conquistare i letti.
Stephan e Dagmar sono stati bravissimi, grazie a loro tutti i nostri animali stanno bene, solo Nemo ci ha lasciati, ma noi lo abbiamo visto dal vivo, a casa sua, nell’ Oceano Pacifico…..
Epilogo
E’ stata un’esperienza fantastica, in special modo per aver avuto una casa che fungeva da sede fissa per i nostri spostamenti e per aver avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare gli abitanti delle isole Fiji, così gentili e disponibili ma allo stesso tempo austeri ed eleganti nel loro modo di essere che al solo pensarci mi viene il nodo alla gola.
Un saluto particolare ai Sig.ri Moses, il sig. Jon, la sig.ra Marierose ed il loro figlio John Paul, più incline al dolce Far Niente che allo Studio, ma di questo ne abbiamo esperienza anche noi…
Gli aspettiamo con gioia.
Un grazie a Emanuela, Mattia e Virginia che mi hanno sopportato ma che alla fine si sono anche comportati bene.
Oggi si ritorna al lavoro ed alla scuola.
Ce la faremo ?
Ma certo, tanto basta ricordarsi che tutti i giovedì alle ore 15.35 dall’aeroporto Marco Polo di Venezia parte il volo Emirates EK 136 con destinazione Dubai e da lì il giorno successivo alle ore 10.00 il volo Emirates EK 406 con destinazione Auckland – New Zealand !!!!
Siamo tutti belli abbronzati, belli mori o un po’ MAORI ?
Non credevo che Corrado potesse avere, assieme alla sua nota abilità di sintesi, anche un tocco così vivace da farci quasi toccare con mano il vostro vissuto. Bella avventura, complimenti!